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i muri tagliafuoco

Sono elementi divisori atti ad assicurare per un tempo predeterminato la propria funzione strutturale e ad impedire il passaggio delle fiamme e la trasmissione del calore tra gli ambienti da essi separati.
Il muro tagliafuoco, allo scopo, deve:

  • Avere una resistenza al fuoco predeterminata
  • Essere continuo da terra al tetto, con una sopraelevazione rispetto al colmo di quest'ultimo che può variare da 0,5 a 2 m
  • Essere elevato lungo una medesima sezione verticale
  • Interrompere la continuità delle strutture portanti
  • Non avere aperture se non protette da serramenti automatici di sicurezza.

La resistenza al fuoco del muro viene determinata sperimentalmente mediante prove al forno, in base alle indicazioni contenute nella circolare del Ministero dell'Interno n.91 del 14 settembre 1961.
La circolare, per agevolare gli operatori, riporta in un'apposita tabella la resistenza al fuoco delle strutture più tradizionali, in funzione del loro spessore.
Nella realizzazione di un muro tagliafuoco occorre rispettare alcuni criteri necessari per assicurare allo stesso un'efficace tenuta:

  • Nel dimensionamento occorre tener conto dei possibili sovraccarichi in caso di incendio (ad es. caduta merci in cataste) e della differente dilatazione della superficie esposta rispetto a quella non esposta che, soprattutto nel caso di materiali molto isolanti, può causare deformazioni o
    fessurazioni
  • Gli elementi di rinforzo, i vincoli, i giunti di dilatazione devono essere adeguati alle dimensioni del muro
  • I vani di passaggio devono essere protetti da idonei serramenti; le aperture di passaggio di cavi, tubazioni ecc, oltre a essere limitate al minimo indispensabile, devono essere sigillate con materiali incombustibili.
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